È diffusa l’idea che anche animali come topi e blatte possano percepire un terremoto imminente prima degli esseri umani.
Anche topi e blatte avvertono l’imminenza di episodi sismici e quindi una domanda lecita da porsi. La scienza ovviamente accomuna topi e blatte al resto degli animali, e sebbene affascinante come teoria, la scienza non ha ancora raggiunto un consenso definitivo sulla affidabilità di tutte queste bestioline come indicatori predittivi.
Molti animali, inclusi i topi, possiedono una sensibilità alle vibrazioni del terreno molto più acuta della nostra, permettendo loro di percepire micro-tremori o scosse premonitrici impercettibili all’uomo. E questo è appurato.
Si ipotizza inoltre che possano rilevare sottili cambiamenti ambientali come alterazioni nel campo elettromagnetico terrestre, il rilascio di gas inodori dal sottosuolo (come il radon) o variazioni nella pressione barometrica e negli infrasuoni, tutti fenomeni che potrebbero precedere un evento sismico.
Per quanto riguarda i topi nello specifico, ci sono stati aneddoti e alcuni studi che hanno osservato comportamenti anomali come disorientamento e irrequietezza prima di terremoti, come quello di Kobe del 1995. Almeno questo è quello che si legge in rete. Tuttavia, queste osservazioni sono spesso solo aneddoti e difficilmente ripetibili in condizioni controllate, rendendo difficile se non impossibile stabilire una correlazione scientifica affidabile.
Per le blatte, le prove sono ancora più scarse; nonostante la loro notevole resilienza, non ci sono studi consolidati che dimostrino una loro capacità predittiva specifica per i terremoti.
La comunità scientifica è divisa chiaramente anche su di loro a quanto pare.
Sebbene gli animali siano indubbiamente più sensibili a certi stimoli, le prove concrete per una correlazione diretta e prevedibile sono insufficienti.
I “segnali” animali sono spesso difficili da interpretare, possono essere causati da altri fattori ambientali e non tutti i terremoti sono preceduti da comportamenti anomali.
Anche nel caso del bradisismo, come accade nei Campi Flegrei, a Pozzuoli, vicino Napoli, un lento sollevamento o abbassamento del suolo accompagnato da sciami sismici, gli animali potrebbero percepire le scosse più lievi, ma non ci sono evidenze che possano prevederne l’intensità o la durata in modo affidabile.
In sintesi, l’osservazione del comportamento animale è un campo di studio interessante, ma al momento non è possibile affidarsi a topi o blatte o a qualsiasi altro animale come sistema di allarme.
Nelle zone a rischio sismico e bradisismico, è fondamentale seguire le indicazioni delle autorità, informarsi sui piani di protezione civile e adottare misure di prevenzione strutturale per garantire la propria sicurezza.
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